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Complottisti della domenica


A volte mi chiedo se le persone ascoltano cosa dicono…

Ieri alla radio, la trasmissione la Zanzara su Radio 24, sento un’ascoltatore che sosteneva che la febbre dei suini ci sia sempre stata e che questo sia un complotto per abbattere qualcuno o per favorire qualcun’altro, tipo le case farmaceutiche.

Come argomenti riportava che dalla Sardegna non si potevano esportare i suini, che l’Italia ha già pronte 40 milioni di dosi di antivirale e che sicuramente in Messico saranno morte altre persone nel passato, per questa influenza, ma che non abbia fatto notizia. Peccato che abbia confuso l’influenza suina con la peste suina (Peste Suina e qui, Peste Suina Africana) la prima ha come codice H1N1 mentre la seconda BVDV. Certo i titoli dei notiziari non aiutano a far chiarezza (RaiNews24 – Messico, 20 morti per peste suina. Oms: riunione d’emergenza). Poco prima un altro ascoltatore sosteneva che il virus era stato creato ad hoc.

Fortuna che il conduttore, Cruciani, ha bollato le tesi come ridicole.

Comunque ce li vedo gli integralisti islamici che si mettono d’accordo con le lobby farmaceutiche per bandire l’animale impuro dal mondo occidentale.

Lavoro e Passione


Nei giorni scorsi ero da un cliente, una firma storica dell’industria italiana, e mentre mi spostavo da un edificio all’altro ho, come mio solito, sbagliato ingresso.

Questo errore però mi ha fatto scoprire un angolo in cui, al centro di una parete, erano poste due piastrelle riportanti due frasi.

La prima sembrava essere una poesia d’amore che ricordava 16 anni meravigliosi e se ne augurava altrettanti in futuro. Il destinatario del messaggio poteva essere chiunque, la moglie, il marito, un amico o i colleghi.

La seconda riportava un passo del Vangelo di Luca, se non sbaglio Lc 11, 33-36, nel quale si narra la parabola della Lucerna.

La cosa che più mi ha colpito è il luogo, una fabbrica ed un passaggio, nascosto ma frequentato. Ed il fatto che erano li come se quello fosse il posto giusto.

Cattolici e Bibbia


Spesso si dice che noi credenti non sappiamo comunicare agli altri il nostro credo.

Ma visti da fuori sembra che non abbiamo nemmeno noi le idee chiare.

Non conosciamo la struttura della Bibbia, confondiamo Cristo con Maometto e cosi dicendo.

Uno dei momenti in cui mi sono veramente vergognato della nostra ignoranza è stato quando seguivo il gruppo adolescenti della mia parrocchia. Il mio “collega” catechista disse ai ragazzi che per i cristiani non si può rappresentare il volto di Cristo. Mi sorse il dubbio se non fosse mai entrato in una chiesa…

Tradizioni


Il Vangelo di ieri (Mt 9,1-8 ) narra di quando Gesù ha curato un paralitico dicendo

Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati

A queste parole gli scribi si sono indignati perchè, secondo la tradizione, solo Dio ha il potere di rimettere i peccati.

A Circuito Marconi il commentatore sottolineava il fatto che spesso siamo troppo attaccati alla tradizione per riuscire a seguire liberamente Gesù. Ad un tratto il commentatore si riferisce al papa come Benedetto Decimosesto. Qui mi è sorto un dubbio, perchè ha dovuto usare il termine decimosesto invece che sedicesimo?

A più di 30 anni dalla fine del Concilio Vaticano II gli uomini di Chiesa, consacrati o laici, sembra non abbiano ancora imparato a parlare alle persone, tricerandosi dietro a modi tradizionali che fatichiamo a capire.
Sia ben inteso, non è il messaggio che è da cambiare, ma il modo con cui si comunica.

Ad esempio si tacia la religione Cattolica di essere misogina perchè non ammette le donne prete. E’ così difficile spiegare che nella massima espressione di vita consacrata, quella conventuale, le donne hanno lo stesso valore degli uomini? Oppure che non esiste nessuna norma che vieti che una donna sia cardinale, visto che non è necessario essere preti per diventare cardinali? Purtoppo la tradizione porta a vedere le cose come sono sempre state e non come potrebbero essere, pur mantenendo fermo e vivo il contenuto del messaggio.