Classi ponte


In questi giorni si fa un gran parlare della mozione leghista che intende istituire dei percorsi di introduzione, tramite classi ponte, per gli studenti stranieri nelle scuole pubbliche.

Va da se che, essendo solo una mozione, la proposta può non diventare realtà o prendere tutt’altra strada, ma a me l’idea non dispiace.

E’ una cosa che già in altri paesi, Francia, Olanda, Germania, Catalogna, è realtà per qualsiasi straniero, europei inclusi, che non conosce la lingua.

Credo che nelle scuole, dalle elementari alle superiori, sia necessario garantire il miglior insegnamento possibile ai ragazzi. Non mi sembra che sia uno scandalo dire che, se in una classe ci sono ragazzi che non conoscono la lingua, tutta la classe ne ha uno svantaggio. Ne ha sicuramente uno svantaggio il ragazzo, che perde per strada tutto ciò che gli viene insegnato in una lingua che non conosce, rischia di essere valutato in modo scorretto solo perchè non comprende le domande. Credo che il frequentare una classe ponte sia meglio che essere bocciato per uno o più anni.

Se poi il bambino inizia ad essere inserito in una scuola materna credo che il problema non si ponga. Se invece l’inserimento è fatto alle medie o, addirittura, alle superiori sono convinto che le classi ponte siano l’unica soluzione.

Mi sembrano non onesti tutti quelli che evocano razzismo e segregazione, o chi assimila un ragazzo straniero ad un portatore di handicap. Il primo ha la fortuna di poter imparare la lingua, mentre il secondo ha un limite che non può superare, è quindi corretto che la scuola gli affianchi un docente di supporto. Francamente non capisco le critiche da parte di Famiglia Cristiana.

Dubbi di padre


A volte mi scopro a pensare come mi comporterei se mia figlia avesse un handicap fisico o mentale. Pensieri iniziati quando, alla nascita, ci hanno detto che aveva i piedi torti congeniti, problema ampiamente risolto.

Non so perché mi vangano in mente questi pensieri, sono cresciuto frequentando portatori di handicap. Mi piace usare il termine handicap, piuttosto che non normodotati o diversamente abili, perché ho imparato che queste persone spesso, se amate e aiutate superano il gradino, per quanto grande sia, del loro problema e riescono a rivelarsi in tutta il loro splendore di creatura di Dio.

Mi vengono alla mente Marco, Elena, Roberto, Marta, Fabio, Salvatore, Nenè e tanti altri che mi hanno lasciato un segno nel cuore.

Penso anche ai loro genitori e parenti. Capisco quindi che il dubbio che mi assale riguarda me, se sarei capace di salire il gradino.

Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente


La prima “notizia” che leggo oggi dal Social Network della azienda per la quale lavoro:

Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

La storia completa, avvenuta nel Carrefour di Assago e non in uno sperduto villaggio sui monti cinesi, è riportata in Email che fanno male | Black Cat.

Non ho parole se non un bel po’ di rabbia.

Via Annarella (per chi può accedervi), Scrapping and Playing, Paul The Wine Guy.

Ciao Padre Alvaro


Si è spento padre Alvaro Durante.

Padre Alvaro Durante

Padre Alvaro Durante

Molti lo ricorderanno per le sue apparizioni in televisione (Quelli che il calcio, Maurizio Costanzo Show, …) in qualità di Prete Tifoso.

Io ho avuto la fortuna di essere uno dei suoi ultimi studenti ai tempi in cui frequentavo la prima al liceo Lussana. Di lui ricordo con piacere il fatto che ti fermava per i corridori a chiederti come stavi e a fare quattro chiacchiere. L’ultima volta che l’ho visto stava arbitrando una partita di pallavolo nel campionato giovanile CSI, tanto per dimostrare che a lui non interessava solo il calcio ma più in generale lo sport ed i giovani.

Arrivederci padre Alvaro.

Lavoro e Passione


Nei giorni scorsi ero da un cliente, una firma storica dell’industria italiana, e mentre mi spostavo da un edificio all’altro ho, come mio solito, sbagliato ingresso.

Questo errore però mi ha fatto scoprire un angolo in cui, al centro di una parete, erano poste due piastrelle riportanti due frasi.

La prima sembrava essere una poesia d’amore che ricordava 16 anni meravigliosi e se ne augurava altrettanti in futuro. Il destinatario del messaggio poteva essere chiunque, la moglie, il marito, un amico o i colleghi.

La seconda riportava un passo del Vangelo di Luca, se non sbaglio Lc 11, 33-36, nel quale si narra la parabola della Lucerna.

La cosa che più mi ha colpito è il luogo, una fabbrica ed un passaggio, nascosto ma frequentato. Ed il fatto che erano li come se quello fosse il posto giusto.

Ipocondriaco?


La mattina, mentre vado in ufficio, ascolto la trasmissione Essere e Benessere su Radio 24. Nella scorsa settimana ogni volta che parlavano di una malattia mi sembrava di riconoscerne i sintomi.

O sono ipocondriaco o sono un po’ stressato/depresso.

Melman la giraffa di Madagascar

Melman la giraffa di Madagascar

Anche se preferico sentirmi come Melman la giraffa ipocondriaca del film Madagascar.

Troppe multe. La Polizia spegne il tutor


Si fa un gran parlare di aumentare i controlli per garantire una maggiore sicurezza per le strade e poi leggi queste cose…

Troppe multe. La Polizia spegne il tutor – Il Sole 24 ORE.